Colorimetro EIZO EX4

Lo strumento più economico per la profilazione dei monitor

Questo articolo nasce per chiarire alcuni dubbi emersi dalle numerose email che ho ricevuto riguardanti l’uso del nuovo colorimetro di EIZO. Molte domande ruotano attorno alla compatibilità dell’EX4 con monitor diversi dagli EIZO Coloredge.

Per rispondere alle vostre domande ho realizzato questa recensione dove analizzo le performance dello strumento negli scenari tipici del fotoritocco.

Cos’è l’EIZO EX4

L’Eizo EX4 è uno strumento di misura economico che permette la creazione di profili colore del monitor senza i quali non è possibile gestire il colore in nessun ambiente operativo.

Questa operazione, che nella vulgata comune viene chiamata “calibrazione”*, necessita di un software specifico che nel caso di utilizzo di monitor EIZO Coloredge è il gratuito Color Navigator 7.

Come dice il nome stesso questo colorimentro nasce per profilare i monitor della casa giapponese, ma come vedremo nell’articolo è compatibile anche con software di gestione del colore di terze parti ed è in grado di profilare quasi tutti i monitor in commercio, compresi i display dei computer portatili.

Com’è fatto

L’EIZO EX4 è composto da due parti, la prima è l’unità vera e propria dove alloggia il sensore principale di tristimolo XYZ mentre nella parte frontale trova spazio un piccolo sensore per misurare la luce ambientale, la seconda parte è invece un contrappeso movibile lungo il cavo che serve per bilanciare la massa del colorimetro durante le misurazioni.

Il colorimentro non necessita di driver aggiuntivi per funzionare con Color Navigator 7, mentre per funzionare con DispcalGUI andranno scaricati separatamente.

EIZO CS2740 senza trueblack

Come primo banco di prova ho sfruttato l’ottimo 27 pollici 4k UHD di EIZO, recensito qui, che a differenza dei modelli top di gamma CG è sprovvisto di colorimentro integrato, diventa quindi logico iniziare da lui anche perchè non possiede il trueblack, una tecnologia che permette ai più costosi pannelli IPS di ridurre la luminanza del nero e conseguentemente aumentare il rapporto di contrasto ma che la casa giapponese dedica esclusivamente ai top di gamma.

Il software utilizzato è il gratuito e potente ColorNavigator 7 che riconosce senza problemi il nuovo colorimentro EX4.

I risultati sono buoni, l’EX4 si comporta molto bene e non sfigura confrontandolo con il più potente e costoso X-Rite i1 display pro. I valori misurati della luminanza del bianco non si discostano molto tra i due modelli, con un piccolo vantaggio a favore dell’X-Rite.

Il rapporto di contrasto si gioca tutto sul valore del nero, infatti nei test seri si parla di rapporto di contrasto a parità di luminanza del bianco, in questo caso 120 cd/m^2.

Per migliorare ulteriormente il valore del rapporto di contrasto ci sono due strade: una inutile e una costosta. Alcuni produttori (che non cito) pubblicizzano contrasti elevatissimi. Il trucco è quello di misurare il contrasto a valori alti di luminanza del bianco. Con lo spiacevole risultato di trovarsi tra le mani un monitor che al posto dei neri restituirà dei grigi. Questa è la strada inutile.

Fortuna vuole che in commercio esistano anche produttori seri che hanno scelto di percorrere la seconda strada anche se costosa: EIZO è tra queste. Abbassare la luminanza del bianco su pannelli IPS non è facile.

EIZO CG319X con Trueblack

Il monitor EIZO CG319X è la punta di diamante della linea Coloredge dedicata alla fotografia e al video, il suo costo è giustificato dalle caratteristiche tecniche come il trueblack, uno speciale film polarizzato che permette di abbassare il livello di luminanza del nero.

Dai test emerge un risultato anomalo. L’abbinamento tra Color Navigator 7 e l’EX4 restituisce valori insufficienti del nero e un contrasto dimezzato rispetto al colorimentro interno e al più costoso i1 Display Pro.

Indagando meglio si scopre che il problema non deriva tanto dal colorimentro quanto da Color Navigator 7. Potrebbe quindi essere risolto con un futuro aggiornamento.

A riprova di quanto detto il rapporto di contrasto ottenuto con l’EX4 e Dispcalgui è buono e in linea con quello ottenuto dall’i1display.

A pensarci bene in realtà è un non problema, i monitor con tecnologia trueblack hanno un colorimetro integrato e non necessitano di un modello esterno come l’EX4 se non per qualche funzione avanzata.

Esistono inoltre diverse soluzioni alternative per accedere alle LUT del monitor. BasicColor Display 6 riesce a svolgere quella che viene chiamata “calibrazione hardware” esattamente come Color Navigator 7. Lo presenterò in un prossimo articolo.

Lenovo P51 widegamut

L’EX4 può “calibrare” anche monitor diversi dagli EIZO, esattamente come il suo gemello SpyderX con il quale condivide l’hardware.

Senza raggiungere le qualità tecniche di un monitor fotografico professionale questo laptop del 2018 è dotato di un display 4k UHD, la cui densità lineare è di ben 286 PPI. Ha inoltre un colorimetro interno della huey e la capacità di riprodurre colori oltre il gamut di AdobeRGB.

E’ un test importante perchè in passato alcuni colorimetri avevano problemi con questo genere di pannelli, come il vecchio Spyder 3 che andava totalmente in crisi.

Questi due grafici mostrano in modo inequivocabile come il pannello del p51 sia in grado di riprodurre colori ben oltre lo spazio colore sRGB.

Qui sotto sono riportati i risultati della validazione del profilo colore, ottenuta grazie ad un profilo di correzione ad hoc con uno spettrofotometro. L’EIZO EX4 esce a testa alta.

L’EIZO EX4 profila tutti i monitor, anche i peggiori

A differenza del performante laptop visto sopra questo vecchio modello IBM del 2008 monta un modestissimo display TN le cui performance sono insufficienti per qualsiasi lavoro fotografico.

Ho deciso deliberatamente di creare un profilo colore con il software gratuito DispcalGUI. Il programma è molto completo ed avanzato e in grado di offrire tantissime opzioni e di supportare il colorimetro EIZO EX4. Un’ottima guida gratuita di DispcalGUI è disponibile a questo indirizzo.

Come si vede dalla foto qui sotto, il colorimetro EIZO EX4 è perfettamente in grado di creare un profilo ICC anche di un vecchio portatile con display antidiluviano TN retroilluminato CCFL. Non serve a niente in ambito fotografico ma ci riesce.

Il display dell’IBM R61 oltre ad essere inadatto all’elaborazione fotografica per via delle scarse caratteristiche tecniche come il drift termico e del punto del bianco troppo elevati, l’uniformità di luminanza imbarazzante, una sola LUT a 6bit e tanto altro, non copre neppure lo spazio colore sRGB né come volume né come forma (match) ma il motivo è semplice: questo laptop nacque nel 2008 per un uso aziendale, di ricerca, di studio e non certo per ambienti color critical.

Qui sotto il gamut del display che non copre nemmeno lo spazio colore sRGB.

L’errore però non è di IBM ma nostro nel caso volessimo utilizzarlo per quello che non può fare ossia l’elaborazione fotografica. Bisogna capire, una volta di più, che calibrare (profilare) un monitor scarso non serve assolutamente a niente, non lo farà “migliorare un pochino” e non sono accettabili nemmeno frasi del tipo “è meglio di niente” o “almeno avrò un profilo colore installato” come qualcuno sostiente incautamente. La gestione del colore non è una ricetta di cucina dove si aggiunge del sale: “quanto basta”.

Un display economico resterà inadatto sia all’elaborazione fotografica che a quella video anche con un profilo ICC installato nel sistema operativo, infatti nessun colorimentro ha la capacità di cambiare le caratteristiche hardware del vostro monitor; se però non sapete resistere alla tentazione di profilarlo, allora il colorimetro EX4 sarà in grado di soddisfare la vostra incauta richiesta, senza opporsi.

COME USARLO AL MEGLIO

Dopo diverse ore di test è emerso un comportamento particolare del colorimentro EX4, ripetendo più volte in modo consecutivo la creazione del profilo colore con Color Navigator 7 le performance calano e con loro i risultati.

Come si può vedere dalla linea blu, il colorimetro di riferimento mantiene invece le stesse performance in tutte le prove.

Le cause di questo comportamento potrebbero essere diverse, dopo averlo smontanto e recuperato il datasheet del sensore XYZ ho trovato conferma della presenza di un sensore interno in grado di compensare le variazioni di temperatura, ma non è detto che sia attivo o che sia questa la causa. Purtroppo con un solo dispositivo a disposizione è difficile stabilire se il comportamento sia comune a tutti gli Ex4 o sia solo del mio esemplare. Posso solo dire che il datacolor SpyderX in mio possesso soffre dello stesso problema.

Giusto per togliere ogni dubbio sull’origine del colorimentro, stampato sul circuito interno è riportato il nome del produttore e il modello Datacolor SpyderX.

Non c’è comunque da preoccuparsi non essendo una condizione di lavoro comune, è più una prova al “limite” perchè di solito una volta creato il profilo colore non è necessario rifarlo subito dopo.

Per ottenere il massimo consiglio quindi di eseguire la procedura di profilazione una sola volta appoggiando il colorimetro allo schermo solo al momento della creazione del profilo colore, seguendo le indicazioni del software. Ovviamente il monitor andrà fatto scaldare per almeno 15 minuti (senza colorimentro appoggiato).

In altre parole: monitor “caldo” e colorimentro “freddo”.

Conclusioni

L’EIZO EX4 è un colorimetro performante di fascia economica che nasce per compensare l’assenza di uno strumento di misura nella linea di ingresso CS di EIZO e che si adatta perfettamente ai monitor di qualsiasi marca grazie al software gratuito DispcalGUI. Come è logico intuire l’abbinamento con Color Navigator 7 è consigliatissimo quando si profilano monitor professionali EIZO.

L’EIZO EX4 e il suo gemello SpyderX sono l’ultima evoluzione dei prodotti Datacolor il cui obiettivo è quello di rendere la gestione del colore abbordabile a livello economico garantendo al tempo stesso prestazioni più che sufficenti negli ambienti di lavoro consumer/prosumer.

Gli aspetti negativi che ho riscontrato sull’EIZO EX4 sono principalmente due: l’inconsistenza dei risultati con prove ripetute e la minor capacità di leggere i valori della luminanza del nero se confrontato con colorimetri più costosi soprattutto quando vengono profilati monitor dotati di film polarizzato, che EIZO chiama trueblack.

Promuovo quindi questo colorimetro per le performance ottenute con monitor di diverso tipo e per il salto di qualità rispetto alle versioni più vecchie.

La velocità di lettura delle patch durante la profilazione è finalmente in linea con la concorrenza, pur senza raggiungerla ma il suo prezzo molto contenuto lo rende ideale per chi non necessita di strumenti più avanzati e al tempo stesso più costosi.

PRO

  • Molto economico
  • Buone performance
  • Finalmente veloce nel leggere le patch
  • Compatibile con molti software e monitor
  • Non “soffre” su display widegamut di ultima generazione (gb-r led) come i vecchi modelli Datacolor

CONTRO

  • Risultati insufficienti con monitor EIZO Trueblack (Colpa di CN7)
  • Inconsistenza dei risultati nelle prove ripetute
  • Non raggiunge le performance dei concorrenti (più costosi)
wazer

Domande e Risposte

  • L’EIZO EX4 può essere usato su monitor diversi da quelli di Eizo? .
  • L’EX4 permette la “calibrazione hardware”? Sì, con monitor EIZO e alcuni NEC PA, questi ultimi tramite il software a pagamento Basic Color Display 6.
  • Con quali software è compatibile? Color Navigator, DispcalGUI, ArgyLL, BasicColorDisplay6, CALMAN*
  • Di quali driver necessita l’EX4? Windows 10 lo riconosce automaticamente.
  • Che differenza c’è tra l’EX4 e lo Spyder X Datacolor? Fondamentalmente nessuna, hanno lo stesso hardware ma l’EX4 non funziona con il software datacolor, il che non è un problema visto che DispcalGUI sostituisce in tutto la versione ELITE datacolor, quella più costosa e quindi con un bel risparmio di soldi!
  • C’è di meglio in commercio? Si partendo dai circa 240 euro necessariper acquistare l’i1 DisplayPro fino ad arrivare ai 7000 euro per il Klein.
  • Possono coesistere più software di calibrazione? Sarebbe meglio usarne uno solo.
  • Dispcalgui e CN7 possono comunque coesistere? Si, a patto di cambiare il driver del colorimetro ogni volta che si cambia programma e di ricordarsi di dare priorità di accesso ai profili del sistema operativo all’uno o all’altro programma tramite pannello di controllo di windows.

*Le foto presenti in questo articolo sono di proprietà di Gabriele Spadoni Bonaiuti è vietato ogni utilizzo senza previa auturizzazione.

** Con il termine Calibrazione si intende per semplicità tutte le fasi di creazione del profilo colore.

About Gabriele Spadoni

Fotografo, informatico e blogger con mille idee per la testa e un approccio scientifico alla gestione del colore. Scrivo articoli informatici come li vorrei leggere sulle riviste specializzate.

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4 comments

  1. Ti aspettavo, finalmente! Sei tornato col botto!
    Si leggono certe vaccate sulle recensioni in giro che dovrebbero chiudere internet, grazie per aver fatto luce! Io mi fido solo di te insomma 😀

    Hai fatto bene a metterne in risalto pregi e difetti, non come altri pseudo fotografi che fanno marchete e non ci capiscono una mazza..ahahahh

    Secondo me ne esce bene e trovo corretto specificare il delta di prezzo con l’i1display pro, che sarà pure superiore ma costa quasi 100 euro di più!

    Anch’io ho riscontrato lo stesso comportamento e voglio capire se mi convenga o meno usare Basic Color display 6. Aspetto te prima ahah

    Cià

  2. Ho un eizo cs2730, direi che fa per me visto che non ha il trueblack. Poi son sempre 100 euro risparmiate e se si può pure usare con dispcal direi che ho fatto centro!!

    Grazie wazer!

  3. Preso! Mi serve calibrare il portatile alienware e per il vecchio eizo sx.

    Grazie Wazer

  4. Ma costano troppo sti monitor eizo, ma poi serve davvero sta sonda calibrtrice? Io faccio foto a pellicola e me le scannerizzo da solo.

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