Calibrare o Profilare

Perchè tanta confusione?

Calibrare ha un significato ben preciso nella gestione del colore ma questo non ha evitato ad alcuni soggetti di fare della cattiva informazione con il risultato di leggere tutorial, guide e manuali pesantemente compromessi anche su alcuni siti ufficiali.

Cosa si intende con calibrazione

Nella gestione del colore è la prima fase della creazione di un profilo secondo lo standard ICC che possiamo così schematizzare: Calibrazione->Caratterizzazione->Creazione profilo->Verifica

  • Calibrazione intesa come regolazione o impostazione (in inglese adjustment) è il momento in cui scegliamo lo stato in cui far lavorare il monitor. I valori vengono inseriti nel Target, che significa obiettivo da raggiungere:
    • cromaticità del bianco, in coordinate xy (Kelvin o illuminante D)
    • tre curve di risposta tonale (TRC) dette anche curve gamma R G B
    • le coordinate xy dei primari del monitor, modificabili solo nei monitor EIZO CG a tre cifre
    • luminanza del bianco e del nero espresse in candele al metro quadro (i nit non esistono)
  • Caratterizzazione è la parte in cui il software crea una tabella o una matrice attraverso la lettura sequenziale di patch RGB trasmesse al monitor e misurate dallo strumento e sono tipicamente in coordinate XYZ o Lab.
  • Profilazione è la parte conclusiva ossia quando il software interpola i dati della caratterizzazione per creare l’effettivo profilo che descriverà la periferica nel suo stato di calibrazione. Può essere di due tipi
    • Il profilo a matrice ha il vantaggio di possedere una discreta precisione e la sicurezza di non produrre gradienti ne scalettature grazie alla sua naturale linearità.
    • Il profilo a tabella è potenzialmente piu’ preciso di quello a matrice ma richiede molti piu’ campioni e molto piu’ tempo per completare l’operazione. Porta anche dei vantaggi nella soft-proof in ambienti di prestampa avanzata.
  • Verifica è il controllo della qualità del profilo colore icc che abbiamo creato, i cui risultati vengono espressi in DeltaE. Non confondiamola mai con la qualità di un monitor perchè sono due molto diverse.

In altre parola la calibrazione è quel momento in cui impostiamo i parametri che ci permetteranno di portare il nostro monitor da una condizione sconosciuta (stato ignoto) ad una definita da noi (stato noto).

In base al tipo di software questa operazione può essere completamente automatica oppure richiedere alcuni passaggi manuali tramite l’uso del menù OSD.

Calibrazione Hardware o Software?

Possiamo modificare le curve TRC agendo direttamente sulle LUT (Lookup Table) della scheda video o del monitor.

La calibrazione software è il metodo che sfrutta le LUT della scheda video, è sicuramente piu’ economico ma anche meno “preciso” del metodo che invece uttilizza quelle monitor, sempre che quest’ultimo ce lo permetta (calibrazione hardware).

Ci sono casi in cui è sconsigliabile profilabile un monitor come ad esempio sui computer portatili economici perchè hanno una sola lut mentre i laptop piu’ performanti hanno almeno tre LUT separate, una per ogni canale.

Calibrare e profilare un monitor economico conviene?

No, nel modo piu’ assoluto. Un monitor scarso rimarrà tale anche dopo averlo calibrato e profilato, infatti il suo hardware non cambierà e le sue performance resteranno quelle imposte dal costruttore, quindi scarse nel caso di monitor economico.

La procedura di profilazione non lo migliorerà nemmeno un “pochino” come si sente dire in giro visto che le fluttuazioni del punto del bianco durante l’uso saranno del tutto incontrollate. E’ sconsigliabile calibrare e profilare un monitor scarso perchè crea un falso senso di sicurezza nel fotografo/videomaker.

Calibrazione è un neologismo?

Il termine calibrare deriva dal francese calibre presente fin dal XV secolo e dall’arabo qālib (forma da scarpe) dal XVIII secolo¹, oggi viene utilizzato in diversi ambiti tra cui la gestione del colore.

Scarpe slipper tradizionali arabe Copyright

L’espressione in origine fu tradotta in italiano così da diventare a tutti gli effetti un neologismo lessicale perchè mantenne il significato di partenza, ma di recente ha visto cambiare il proprio contenuto trasformandosi di fatto in un neologismo semantico.

Il fatto curioso è che quest’ultima trasformazione ha avuto luogo da un errore infatti il termine inglese a cui si fa riferimento non è calibration, la cui origine è datata 1860³ e il cui significato originario era riferito all’artiglieria e ai calibri da guerra, ma adjustment che nella gestione del colore significa portare il monitor ad uno stato noto e si riferisce nello specifico alla prima fase della creazione di un profilo colore².

Nella vulgata comune viene inteso proprio come un suo sinonimo! ERRORE o ORRORE scegliete voi.

Dobbiamo accettare la sconfitta?

Se parlassimo di figure retoriche ci troveremmo di fronte ad una Catacrèsi del traslato, cioè quel processo che trasforma una espressione di senso figurato in un significato vero e proprio del contenuto perchè accettato da tutti.

Nella frase “ai piedi della montagna”, piedi viene usato in modo estensivo.

Esempio di Catacresi. https://ottavianistudiocreativo.com/

Il termine calibrazione però non è un traslato o tropo perchè manca la parte retorica, ma è una magra consolazione visto che questo neologismo ha fatto breccia pur contenendo un errore di sostanza, un po’ come quel malware lessicale del “piuttosto che” usato come sinonimo di “oppure” che è riuscito a sfondare ogni barriera, anche dialettale.

Volenti o meno il termine è usato da tante persone nel modo sbagliato, come sinonimo di creazione di un profilo colore ICC. E’ un dato di fatto e non possiamo semplicemente girarci dall’altra parte, chiuderci nella torre e pontificare.

Ho quindi deciso di usarlo nei titoli dei miei post e poi inserire il reale significato del termine all’interno dell’articolo o di rimandare ad un link nel blog.

Mi sembra il metodo piu’ intelligente per divulgare la materia in modo chiaro, inclusivo e non conflittuale verso il pubblico (che non ha colpe) e che evita quel brutto atteggiamento saccente da predellino (che molti colleghi hanno) che sminuisce il ruolo attivo del lettore oltre a creare inutili contrapposizioni polarizzanti.

Il lettore va invogliato a leggere, non catechizzato.

Se vuoi imparare a CALIBRARE il tuo monitor EIZO leggi questa guida gratuita 🙂

Domande&Risposte

Si può profilare senza calibrare? Meglio di no, la profilazione secondo lo standard icc prevedere come primo punto la calibrazione per portare il monitor ad uno stato noto. Se questi valori vengono solo misurati e non modificati significa accettare quelli di fabbrica che spesso sono fuori ogni logica. Ad esempio un portaile può avere una luminanza di 400 cd/m2 e punto del bianco di 8000 Kelvin.

Si può calibrare senza profilare? Nello standard ICC no. La creazione di un profilo è necessaria per poter eseguire correttamente la compensazione a monitor con tutti i programmi cms come ad esempio Adobe Photoshop.

Nei monitor Eizo si può scegliere una calibrazione tra quelle proposte attraverso il menù osd, ma senza software CN7 non viene installato il profilo ICC. Ne sconsiglio l’utilizzo in ambienti CMS.

Discorso diverso per tutti quei programmi che non compensano a monitor, ma nel fotoritocco sono pochissimi e sempre più spesso deprecati.

Le sonde sono tutte uguali? Le sonde non esistono, esistono colorimetri e spettrofotometri che svolgono funzioni diverse anche se possono essere entrambe usate per creare un profilo colore icc .

Riferimenti

1 Calibrare, calibro. Vocabolario dell’italiano contemporaneo, Nuovo Devoto Oli edizione cartacea del 2021

2 https://www.argyllcms.com/doc/calvschar.html

3 https://www.dictionary.com/browse/calibrate

3.1 https://www.dictionary.com/browse/caliber

Altri Riferimenti

Le fasi di creazione del profilo colore di Mauro Bocarol.

Misurare il colore di Claudio Oleari. Hoepli 2008

About Gabriele Spadoni

Fotografo, informatico e blogger con mille idee per la testa e un approccio scientifico alla gestione del colore. Scrivo articoli informatici come li vorrei leggere sulle riviste specializzate.

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11 comments

  1. Non avevo mai letto articoli sulla gestione del colore che comprendessero una analisi etimologica, semantica e storica e ti faccio i miei complimenti. In un mare di disinformazione e cialtroneria fa piacere trovare qualcosa di questo calibro e pure gratis!

    Sei raro e sei un grande!
    Ciao

  2. Fino a quando i brand si affideranno a guru improvvisati ci sarà sempre da sbellicarsi dal ridere, già oggi gli ambassador fanno ridere per cialtroneria e supponenza ma poi il calo del mercato fotografico sarà pure dovuto agli smartphone ma anche questa ondata di cialtroni ha contribuito alla grandissima.

    Grazie per le guide e le recensioni, l’impegno si vede e anche la preparazione.

    Ad maiora WAZER !

  3. Lo scrivo qui perché è l’ultimo articolo che hai pubblicato: ti copiano in lungo e in largo e non ti citano praticamente mai a parte Mauro Boscarol, che vale doppio però!

    Essere citati da lui è come se Enzo Ferrari parlando di macchine dicesse: c’è un collega che su queste cose ne sa un botto, e quel collega sei tu 😀

    Tu invece citi tutti i riferimenti e coinvolgi altri fotografi (che non ricambiano), io lo apprezzo moltissimo. Sarò vecchio??

    Comunque ti faccio un piccolo appunto, perché non crei una sezione per chi inizia da zero? Parli in modo tecnico e non tutti ti stanno dietro, arriva poi il cialtrone di turno e crea la guida for dummies… non è un peccato?

    • Grazie per i complimenti, fanno sempre piacere. Se alcune volte parlo in modo tecnico è perchè certi argomenti non possono essere semplificati e chi lo fa si allontana dalla verità, per approfondire gli argomenti metto i link e i riferimenti.

      Hai citato il grande Mauro Boscarol che purtroppo è scomparso a novembre lasciando un grande vuoto nell’ambiente del colore digitale di cui è stato uno dei pionieri italiani. Dopo Claudio Oleari se ne va un’altra figura insostituibile del nostro mondo e la notizia mi ha lasciato profonda tristezza.

  4. Mamma mia i nit sono l’antiscienza per antonomasia, finalmente qualcuno che lo dice!

    È come se chiamassi i joule buondì perchè suona meglio e sono calorici e poi dicessi che 1 buondì vale 1 joule. Hanno aperto pure la pagina su wikipedia. Ma stanno creando un sistema di unitá di misura per i pescigatto monocefali?

    FREE PESCIGATTO!

  5. Ma perchè non ti apri patreon tipo Mvvblog che sei uno serio che non fa il venditore di pentole come gli altri? Sai che ganzo smerdare tutti i bischeri cialtroni del web? 😀

  6. Hai visto che x-rite ha cambiato nome adesso? Sono falliti?

    Io per fortuna ho preso spyder x e viaggio bene e ci CALIBRO tutto pure il proiettore.

    Continua così e crea piu’ contenuti che di roba da sapere ce n’è tanta…

  7. Ci sono controindicazioni nell’usare un monitor lucido?

  8. Quindi in pratica prima si calibra (obiettivo da raggiungere) e poi il software crea il profilo e lo installa nel sistema operativo. Finalmente ho trovato un articolo che chiarisce per bene la faccenda, poi mi ha divertito la parte sui neologismi anche se ho usato la treccani.it per scoprire cosa fossero 😀

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