Fotografare le tre cime di lavaredo (guida)

LE TRE CIME DI LAVAREDO

La guida completa

Da sempre le Tre Cime di Lavaredo, con il loro fascino, attirano migliaia di visitatori da tutto il mondo tra cui fotografi, escursionisti e alpinisti. Le Dolomiti di Sesto rappresentano un vero e proprio paradiso per chi ama la montagna ed è meta di veri e propri pellegrinaggi turistici da ogni parte del mondo; non è raro vedere folti gruppi di persone che attraversano la via bassa per raggiungere il rifugio Locatelli ed il colpo d’occhio è davvero notevole.

Ci sono percorsi per tutti i livelli, si va dal semplice sentiero alla portata di tutti fino alle vie ferrate per esperti, la più frequentata di queste è l’oggetto dell ‘articolo: il giro fotografico dei tre rifugi. Non troverete questo nome nelle guide ufficiali, voglio infatti creare una guida rivolta a tutti gli appassionati di fotografia che per la prima volta affrontano il percorso per le Tre Cime di Lavaredo, fornendo gli strumenti necessari per portare a casa un buono scatto fin da subito. 

Attrezzatura fotografica 2020:

Il meteo

Controllate sempre le previsioni del tempo prima di affrontare la cammina sulle tre cime di lavaredo, ancora prima di pensare all’attrezzatura fotografica.

Lungo il percorso le condizioni meteorologiche possono cambiare all’improvviso per cui è sempre meglio portarsi nello zaino un impermeabile e una felpa calda anche se è previsto bel tempo .

Generalmente controllo le previsioni su diversi siti, anche poco prima di incamminarmi lungo il sentiero, in questo caso lo smartphone con le sue applicazioni meteo è fenomenale. I siti che utilizzo sono : Meteo 1Meteo 2. C’è anche una webcam installata al rifugio Auronzo per controllare meglio la situazione. Vanno bene anche altri siti di previsioni meteorologiche, ma spesso non consentono di selezionare la località delle tre cime di lavaredo, limitandosi al paese sottostante di Misurina.

Condizioni fisiche

Il percorso per le tre cime di lavaredo può essere considerato facile ma tutto dipende dal vostro stato di salute e di allenamento, non di rado ho visto fotografi carichi di pesanti zaini fotografici arrivare faticosamente in cima alla forcella di lavaredo, che si trova a metà del percorso.

Considerate che partendo dal parcheggio del primo rifugio , l’Auronzo, mantenendo un passo tranquillo ci possono volere anche due ore  per giungere al rifugio Locatelli, che rappresenta uno dei migliori punti di osservazione (e fotografici) delle tre cime di lavaredo.

Non sottovalutate in nessun modo i pericoli ed i rischi connessi allo svolgimento di qualsiasi attività legata alla montagna. Essere in buone condizioni psico-fisiche ed adeguatamente preparati ed allenati rispetto all’impegno richiesto è fondamentale ad evitate di affrontare itinerari al di sopra delle vostre capacità tecniche, di preparazione fisica e psicologica.

Non andate mai da soli, fatevi possibilmente accompagnare e/o consigliare da organizzazioni qualicate (Guide Alpine, C.A.I. e Stazioni C.N.S.A.S.).

Informatevi adeguatamente sulle caratteristiche e sulle difficoltà dell’itinerario e sulle più generali caratteristiche della zona, studiate preventivamente sulle apposite guide e carte topografiche ogni informazione utile sulla meta o percorso individuato.

le tre cime di lavaredo

Come raggiungere le tre cime

Bene, fatte le doverose premesse parliamo del percorso per le tre cime di lavaredo e di come raggiungere il rifugio Locatelli, ultima tappa del percorso; la prima è il rifugio Auronzo che si raggiunge comodamente in macchina percorrendo i 5 km di tornanti  lungo la strada a pagamento che inizia poco dopo il piccolo laghetto di Antorno.

Per chi non conosce la zona e proviene da molto lontano consiglio di usare come riferimento stradale la frazione di Misurina  che dista mezz’ora di auto da Cortina d’Ampezzo; una volta giunti sul posto seguire le indicazioni per il laghetto di antorno e proseguire per 1 chilometro lungo la stessa strada, arriverete al casello a pagamento di cui parlavo Mappa stradale.

La strada a pedaggio per le tre cime di lavaredo non è sempre percorribile e viene aperta generalmente i primi giorni di giugno e chiusa a fine ottobre, consiglio di contattare il cai di auronzo prima di mettersi in viaggio. le tre cime di lavaredoSi paga all’entrata del casello e tramite un ticket cartaceo (NON PERDETELO) è possibile uscire autonomamente una volta conclusa l’escursione.

Se pensate di fermarvi a dormire in uno dei tre rifugi e scendere il giorno dopo dovrete pagare un supplemento, la macchinetta automatica non funzionava quando siamo scesi quindi consiglio di tornare nell’orario di lavoro dei casellanti. I prezzi sono qui elencati e si riferiscono a luglio 2014.   le tre cime di lavaredo I più allenati possono evitare di pagare il pedaggio lasciando la macchina nel parcheggio a valle e salendo a piedi fino al rifugio Auronzo , lungo un sentiero che non ho mai percorso, consiglio di chiedere al CAI. le tre cime di lavaredo

Il percorso

Si parte! Ci sono diversi sentieri per arrivare all’ultimo rifugio e quello qui illustrato è il più noto (sentiero 101) e purtroppo trafficato, ma comunque il più consigliato. Rifugio auronzo tre cime di lavaredo Lasciata l’auto nel Parcheggio rifugio Auronzo (coordinate gps 46.612586, 12.294887 ) e caricati gli zaini in spalla ci si incammina in direzione del secondo rifugio: il LAVAREDO, che dista circa 30 minuti a piedi lungo un sentiero molto largo e praticamente pianeggiante che inizia subito dietro il primo rifugio (dalla parte opposta al parcheggio) . Impossibile sbagliare. sentiero 101 tre cime di lavaredo Lungo la strada troverete una bella chiesetta che si staglia sull’imponente sagoma del le tre cime di lavaredo viste dalla parte forse meno fotogenica ma spunto per classiche fotografie da cartolina più o meno infarcite di turisti. le tre cime di lavaredo Percorrendo il psentiero per altri 10 minuti  si giunge al secondo rifugio: IL LAVAREDO. le tre cime di lavaredo

Mappa del primo tratto del percorso

La forcella di lavaredo

Una volta giunti al rifugio lavaredo  bisogna scegliere come affrontare “la forcella”, questo tratto di percorso vi permetterà di raggiungere un punto sopraelevato da cui parte l’ultima parte del sentiero che conduce al Locatelli.

Il tratto ripido è anche il più corto mentre l’altro è un po’ più lungo ma meno faticoso; la differenza non è molta ma se state trasportando in spalla pesanti reflex, cavalletti, viveri ed indumenti protettivi consiglio di percorrere quello meno faticoso che inizia subito dopo il rifugio (sulla destra mettendosi con le spalle rivolte la facciata esterna del rifugio e il volto rivolto verso le tre cime) .

Il più “impegnativo” ha inizio frontalmente al rifugio (sempre con spalle rivolte verso la facciata esterna del rifugio).

forcella di lavaredo sentiero ripido
Sentiero ripido
Sentiero lungo ma facile forcella di lavaredo tre cime di lavaredo
Sentiero più facile

Mappa della forcella di lavaredo

Dalla forcella al locatelli

Giunti in cima alla forcella di lavaredo potrete godere del bellissimo panorama offerto dalle dolomiti di sesto, lo spiazzo è sufficiente per riposarvi comodamente anche in presenza di altri escursionisti.

Per raggiungere il rifugio locatelli, a chi è poco esperto e meno allenato,  consiglio il sentiero 101 ossia quello basso che parte in discesa per poi salire solo verso la fine ed è percorribile in circa 1 ora.  Il rifugio si scorge in fondo (freccia rossa).

rifugio locatelli
Il sentiero basso 101
le tre cime di lavaredo
Il tempo necessario per arrivare è sempre maggiore di quello segnato, soprattutto con zaini pesanti e scarso allenamento 🙂

Attrezzatura fotografica

Per fotografare le Tre Cime di Lavaredo consiglio un grandangolo spinto come il 12-24 Sony su fullframe adatto per riprendere l’intera vallata ed un teleobiettivo tipo 70-200 per concentrarsi meglio sui particolari che spesso vengono tralasciati dai paesaggisti. Come filtro consiglio il polarizzatore, quando ci si posiziona a 90 gradi rispetto alla direzione di provenienza dei raggi si ottiene un cielo molto saturo, che risulta un ottimo sfondo per le montagne.

Il cavalletto dovrà essere necessariamente leggero ma robusto, alto abbastanza da consentirvi un uso agevole della vostra macchina fotografica anche in piedi: il Manfrotto 055 x-pro cx4 a 4 sezioni è sufficientemente piccolo da essere trasportato fuori dallo zaino ma è molto robusto e stabile anche per reflex pesanti.

In alternativa c’è l’ottimo Feisol 3442 tournament, sempre in carbonio, che risulta addirittura più leggero e compatto ma altrettanto stabile e sicuro. La testa ideale sarebbe quella a cremagliera a tre assi, come la 410 manfrotto, ma è troppo pesante da portare ed è meglio sceglierne una a sfera di buona qualità possibilmente dotata di blocco panoramico.

La Sirui k20x è fluida nei movimenti ed molto precisa nel blocco della sfera oppure la più anziana manfrotto 486 rc2, che non possiede la frizione ma risulta un buon compromesso. Di fondamentale importanza sono lo scatto remoto e le batterie di ricambio soprattutto se si usa spesso il live view, inoltre se fate uso di filtri a lastra digradanti consiglio di usare al massimo modelli da +2 stop perchè le fullframe di ultima generazione possiedono un’ottima gamma dinamica.

Elenco attrezzatura fotografica 2020:

tre cime di lavaredo
Foto indicativa di archivio 2014
le tre cime di lavaredo
Nikon D610 su cavalletto feisoll 3442 con testa manfrotto 486rc2; Nikon d800e su manfrotto 055cx4 e testa sirui kx20

Postazioni migliori

Ci sono diversi punti per riprendere le tre cime di lavaredo con immagini di forte impatto, la più comune è lo spiazzo davanti al rifugio locatelli dove incontrerete con buona probabilità altri fotografi in attesa del tramonto. Basta posizionarsi con un po’ di anticipo in attesa del tramonto e aspettare. Un altro bel punto di ripresa è situato sotto il rifugio dove due piccoli laghetti possono essere usati per creare ottime foto sfruttando il riflesso dell’acqua.  Salendo sul sentiero che parte dietro il rifugio locatelli si possono ammirare dei grossi buchi ricavati nella roccia risalenti alla prima guerra mondiale, ho visto qualche fotografo posizionarcisi dentro ma non sono mai salito e non so se sia vietato o meno, chiedete al personale del rifugio.

le tre cime di lavaredo
Lo spiazzo sotto il rifugio locatelli
le tre cime di lavaredo
Eccomi al lavoro sullo spiazzo sotto il locatelli.
le tre cime di lavaredo
Sempre dallo spiazzo, si vede il sentiero basso che taglia sul fianco il monte paterno

Tecnica Fotografica

Uno dei migliori momenti per riprendere le Tre Cime di Lavaredo è al tramonto quando il sole le colorerà di rosso/arancio per non più di 5-10 minuti, l’intensità dipende moltissimo dalle condizioni meteo.

Posizionate il cavalletto con largo anticipo e fate qualche prova, usate un diaframma che faccia rendere al meglio la vostra lente quindi un f6.3, f8o f11 mentre non serve chiudere  f22 dato che il soggetto è lontano e di notevoli dimensioni.

Scattiamo! La messa a fuoco va fatta rigorosamente sulle Tre Cime (generalmente quella centrale) e per farlo con precisione è bene usare il live view al massimo ingrandimento e disabilitate lo stabilizzatore. L’esposizione non è difficile e la modalità Matrix (Nikon) fa bene il suo lavoro, fate degli scatti di prova usando bassi iso e selezionate il tempo in funzione del suggerimento della macchina. Usate il Raw!

Controllate l’istogramma R G B e prestate particolare attenzione al canale del rosso, sarà quello il più sensibile in questa condizione di ripresa e fate in modo che non tocchi esageratamente la parte destra del vostro istogramma altrimenti avrete bruciato il canale. Usate lo scatto remoto in abbinamento al sollevamento dello specchio, premendo la prima volta il pulsante farete alzare lo specchio, aspettate tre secondi e premetelo di nuovo per imprimere l’immagine sul sensore.

In questo modo avrete ridotto al minimo le vibrazioni. Usate la funzione di “prima tendina elettronica” se è disponibile sulla fotocamera. Trucco: I cavalletti in carbonio sono fantastici perchè molto leggeri e stabili ma proprio per questo motivo possono risultare sbilanciati: Il baricentro è tutto spostato verso l’alto, dove si concentra il peso della reflex con l’obiettivo e la testa a sfera, quindi in presenza di vento leggero è utile zavorrare il cavalletto appendendo qualcosa di pesante, ma non voluminoso, come una borraccia piena sotto la crociera del cavalletto e fate in modo che non ondeggi. Questo accorgimento mi ha permesso di scattare limitando le vibrazioni.

Quello che non può mancare nel mio zaino

La montagna è impegnativa, anche su percorsi “semplici” come questo giro delle tre cime di lavaredo e quando il sole picchia è sempre meglio proteggersi adeguatamente, l’aria fresca può ingannare ed è meglio indossare almeno un cappellino chiaro leggero da sole, crema solare ad alta protezione e portarsi come minimo 1 litro d’acqua a testa per la sola andata.

Lungo il percorso non troverete fontane ma solo acqua a pagamento ai rifugi (sempre che siano aperti). Barrette energetiche e cibo non possono mancare nello zaino, così come un impermeabile e qualcosa che tenga caldo in caso di cambio repentino del tempo, cosa non infrequente da quelle parti. Controllate infine di avere il cellulare ben carico.

Le racchette da camminata vi aiuteranno lungo il percorso così come una lampada led Petzl. Per la notte e un piccolo pronto soccorso portatile in caso di bisogno. Ah dimenticavo, questi scarponcini da montagna mi hanno accompagnato per 2 anni e oggi li ho ricomprati nuovi! Straconsigliati!le tre cime di lavaredo

Nel periodo estivo  tutti e tre i rifugi vengono presi d’assalto ed è difficile trovare una stanza libera, consiglio di prenotare per tempo  già a fine maggio.

I tre rifugi

Locatelli:
  • Doccia: una a pagamento (5 euro) per tutto il rifugio, asciugamani su cauzione.
  • Camere: Grande camerata comune e stanze doppie.
  • Cena: se avete prenotato la cena viene servita dalle 18:00 alle 19:30
  • Coperte : Nelle camerette doppie e triple viene fornita la biancheria da letto, comprese le coperte ma nelle camerate no. (portarsi il sacco a pelo)
  • Presa di corrente: assente nelle stanze, presente in sala da pranzo e nei bagni
  • Bar: chiude alle 22
  • Telefono estivo 0474 972002 Fax  0474 712456

Note: Il rifugio Locatelli è la tappa finale dell’escursione e offre un’ottima cucina tipica che consiglio di provare, nelle stanze da letto è vietato l’uso degli scarponi e sono disponibili ciabatte per tutti. La doccia è una sola, il gettone costa 5 euro e dura 6 minuti, essendo l’unica disponibile al rifugio è trafficata e c’è da aspettare in media 18/20 minuti. Per ricaricare il cellulare potete chiedere di usare le prese presenti in sala da pranzo oppure chiedere di poter usare quelle in bagno nei piani superiori. Le stanze non sono riscaldate e conviene portarsi una tuta anche se le coperte vengono fornite dal rifugio e non è necessario il sacco a pelo per chi dorme nelle camerette.

Auronzo:
  • Doccia a gettone
  • Camere doppie, triple e 6 posti letto, alcune  con lavandino.
  • Mensa di buona qualità con bar
  • Presa di corrente in alcune stanze da letto ( non ho controllato in tutte 🙂 )
  • Telefono periodo estivo:  0435 39002
  • info@rifugioauronzo.it

Note: E’ il primo dei tre rifugi ,  noi ci siamo fermati a cenare e dormire prima di ripartire il giorno successivo; la cucina è tipo mensa e di buona qualità il personale cortese e  lo spazio per mangiare non manca. La sera è possibile rimanere al bar fino circa le 22:30.

Lavaredo:
  • Telefono 349 6028675
  • Camera da 4 posti letto, da 5 posti letto e 1 da 6 posti letto.

E’ il secondo dei tre rifugi che si raggiunge in circa mezz’ora a piedi dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio del primo rifugio è situato subito sotto la forcella di Lavaredo. Purtroppo non ho avuto occasione  di pernottarvi e se dovessi farlo aggiornerò questa sezione.

Doverosa precisazione: per quanto mi sia impegnato a controllare ogni informazione qui riportata non escludo la presenza di errori, di qualunque genere o natura, e non mi assumo quindi nessuna responsabilità per l’uso delle informazioni riportate e la messa in pratica di quanto scritto. Informatevi di persona prima di partire e se riscontrate delle incongruenze con quanto riportato segnalatemelo.

Ultima foto realizzata sulle tre cime di lavaredo Grandangolo laowa 15mm, Canon 6d

-> Ho un messaggio per te <-

Ho ricevuto moltissimi messaggi di richiesta per i libri sulla gestione del colore/calibrazione e sulla fotografia. Ve ne consiglio tre:

  • Questo è semplicemente uno tra i migliori libri, per chi inizia a fotografare, che abbia mai letto riguardante sia la fase di scatto che la comprensione dell’esposizione fotografica. É per principianti con qualche chicca per gli intermedi. Gli avanzati invece lo tengono in libreria, sfogliandolo di tanto in tanto in modo terapeutico dopo ore di postproduzione. L’autore è un vero fotografo che svolge questa professione da almeno 30 anni. La prima edizione usci nel 1990! La mia preferita è la terza revisione, ma è in inglese.
  • Photoshop si sa, può essere una “brutta bestia” da domare e questo libro ne spiega i dettagli in modo chiaro. Permette a tutti di farsi velocemente un’idea chiara sul mondo della correzione del colore.
  • La gestione del colore è mondo multi disciplinare a volte complesso, mi sento quindi di consigliarvi il libro di Tom Ashe perchè risulta relativamente semplice da comprendere. Può essere suddiviso in capitoli e ripreso tante volte, in modo da trovarvi preparati quando frequenterete un mio workshop sulla gestione del colore 🙂

About Gabriele Spadoni

Gabriele Spadoni
Fotografo, informatico e blogger con mille idee per la testa e un approccio scientifico alla gestione del colore. Scrivo articoli informatici come li vorrei leggere sulle riviste specializzate.

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19 comments

  1. Avatar

    GUIDA STUPENDA!!! davvero ottima guia, dettagliatissima, anche nei particolari pratici che sono indispensabili per i meno esperti come me che da tempo vorrebbero pianificare un uscita di questo tipo. A tuo modo di vedere una capatina tra fine settembre e ottobre è troppo in là per il clima/meteo? ed ad tuo avviso una notte in tenda in quelle zone è possibile o non è consentita?

    ciaoo

  2. wazer

    Ciao Alessandro, grazie per il feedback!
    Dunque, la foto che vedi in cima all’articolo è stata scattata ai primi di settembre del 2013 ma per sicurezza ti suggerirei di controllare, con il programma TPE (http://photoephemeris.com/tpe-for-desktop), come “cade” il sole il quel periodo: orario di tramonto, Golden hour, blue hour, inclinazione etc etc. Assicurati che i rifugi siano aperti tramite il numero di telefono che ho indicato nell’articolo e comunque che la strada a pedaggio sia accessibile. Per il discorso Bivacco/campeggio purtroppo non ti so aiutare, la cosa migliore è chiamare CAI di auronzo di cadore. http://www.caiauronzo.it/contatti.html

    Ciao!
    Gabriele

  3. Avatar

    Complimenti gabriele una guida per appassionati veramente utile , frequento la zona da parecchi anni e devo dire che qualche volta anche a me era balenata l’idea di farla , ora ho visto la tua , non avrei potuto fare di meglio .
    Una sola aggiunta avresti al limite potuto fare , suggerire anche l’accesso o dalla val fiscalina o dal rifugio tre scarperi , come indicazione per gli appassionati di trakking .
    Un saluto
    Silvano

    • wazer

      Ciao Silvano, grazie per il tuo commento e per il suggerimento: ho in mente di fare proprio la fiscalina e non mancherò di allargare l’articolo 🙂

      Gabriele

  4. Avatar

    Guida perfetta. La cercavo da giorni!!!
    Grazie mille

  5. Avatar
    Christian Carcangiu

    Grazie per la guida, perfetta.. La cercavo da tempo. Volendo arrivare in auto al rifugio Auronzo, fare l’escursione per arrivare alle 3 cime e fotografarle al tramonto, fermarsi a dormire e poi ripartire il giorno seguente, quale rifugio consigli?
    E’ anche possibile dopo aver fotografato le cime tornare in sicurezza al rifugio Auronzo?
    Grazie..

    Ciao!

  6. Avatar

    Ottima e dettagliata descrizione, vorrei chiederti che tipo di scarponi consigli. Considera che sono un trekker sporadico ma non vorrei comunque acquistare roba scadente.

    Grazie

  7. Avatar

    Ciao Wazer.
    Ho letto con piacere la tua guida e volevo chiederti qualche chiarimento.
    Questa estate, prima settimana di luglio, farò una settimana a Cortina, non è intenzione pernottare al Locatelli ma il tramonto sulle cime non vorrei perdermelo.
    – il tragitto più breve e “tranquillo”, andata e ritorno, è il sentiero 101 dal rifugio Auronzo oppure devo considerare anche il sentiero 105?
    – in linea di massima, quanto tempo occorre per tornare indietro dal Locatelli al rifugio Auronzo? chiedo perché se aspetto il tramonto, arriverò all’auto con il buio: torce non mancheranno di certo ma è meglio avere un’idea.
    – mi sembra di capire che la parte più “fotogenica” delle cime sia quella ripresa dal Locatelli, hai avuto modo di provare anche dal lato della forcella di Col di Mezzo (sentiero 105)?
    In ultimo, ma puoi anche mandarmi a quel paese, se dovessi fermarmi a cena meglio il Locatelli o Auronzo? 🙂
    Grazie, Massimo.

    • Wazer

      Ciao,
      1- io faccio sempre il 101 sia all’andata che al ritorno anche di notte con questa lampada petzl http://amzn.to/2lWOhGu
      2- Qui dipende dal tuo passo, dalla condizione fisica e dal bagaglio: io la prendo comoda e diciamo un paio d’ore al ritorno con lo zaino fotografico in spalla, ovviamente di notte ci vuole ancora più attenzione nonostante il sentiero sia “popolare”.
      3- Ho sempre approfittato del classico punto di ripresa che permette alla luce del tramonto di illuminare le tre cime di lavaredo dalla destra, creando quell’immagine ultraclassica a cui siamo abituati.. ma ci sono sicuramente punti meno battuti da provare.
      4- Offrono due servizi diversi, l’auronzo è di tipo mensa mentre il locatelli più da rifugio/ristorante, buoni entrambi soprattutto dopo una bella camminata 🙂

  8. Avatar

    Mille grazie per condividere l’esperienza fatta alle Tre Cime, mi è stata molto utile.
    Sto per andare giovedì prossimo e purtroppo i rifuggi sono già pieni. Vorrei aspettare il tramonto e l’alba, per fare dei timelapse, dunque dovrò passare la notte fuori. Anche se siamo in pieno estate vedo che farà freddo… Che tu sappia e’ possibile trovare un angolo dove dormicchiare qualche ora? Anche se è possibile appoggiarsi al muro del Locatelli.

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