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Eizo CG247 il 24 pollici top di gamma

Recensione: Eizo CG247 il top di gamma

Eizo ha recentemente presentato la nuova gamma di monitor professionali ColorEdge dotata di retroilluminazione GB-R LED backlighting che permette, rispetto alla precedente serie dotata di tubi fluorescenti CCFL, di ridurre i consumi, gli ingombri ed il peso dell’unità aumentando contemporaneamente il gamut che ora copre il 99% dello spazio colore AdobeRGB. eizo cg247

La nuova gamma di display è disponibile in due dimensioni , una da 24 pollici e una da 27 ed ognuna di queste viene proposta in tre distinti allestimenti: CS, CX e CG dove l’ultima è la più completa e costosa ed è protagonista di questa recensione

Non lo nego, mi aspetto moltissimo da questo modello anche più che dall’eccellente cx271 recensito nelle scorse settimane e cercherò quindi di metterlo sotto stress per trovarne i limiti in ambito fotografico. Il design è molto professionale e la qualità dei materiali utilizzati è notevole così come le caratteristiche tecniche che ne fanno un prodotto unico sul mercato, la cura del dettaglio è ammirabile ma quello che mi ha colpito positivamente fin da subito è la scelta di Eizo di utilizzare una risoluzione 1920X1200, quindi con un ppi di 94, senza farsi trascinare dalle mode attuali che vogliono display con risoluzioni altissime senza tener conto della gestione dello scaling, che ancora oggi non è del tutto supportato dai sistemi operativi e programmi.

cg247

Contenuto della confezione

Il pacco è ben rinforzato e di dimensioni discrete, all’interno troviamo il monitor bloccato da robusti moduli di polistirolo sagomato e avvolto da una plastica a mio avviso un po’ leggera ma sufficiente a proteggerlo. La base non necessita di montaggio ed è quindi  pronto per essere utilizzato.

Eizo cg247

All’interno del pacco c’è una scatola contenente il paraluce.

Eizo cg247

La cura è maniacale: il kit è composto da diversi blocchi di plastica di ottima qualità rivestiti da velluto nero più altri due moduli di metallo ed ogni pezzo è avvolto da un cellophane protettivo!

Eizo cg247

Tutti i pezzi sono numerati per facilitarne il montaggio.

Eizo cg247

Eizo cg247

A fine montaggio avanzano due moduli che servono per adattare il paraluce al monitor quando è orientato verticalmente (portrait)

Eizo cg247

All’interno della confezione troviamo anche :

  • Display port
  • Dvi-d
  • Usb
  • Alimentazione Schuko
  • Cd Color Navigator 6 e Manuali in inglese
  • Screen Cleaner

Eizo cg247

 

Ho scattato queste fotografie per mostrare tutte le posizioni  che il monitor può assumere

(clicca sulle miniature per ingrandirle)

 

La famiglia Coloredge

Il CG247 differisce in modo significativo dalle altre due versioni, CX241 e Cs240 grazie soprattutto all’adozione della Lut 3d a 16bit ed al colorimetro integrato; non si tratta quindi solo di una differenza estetica ma le caratteristiche che separano questo CG247 dal CX241 sono maggiori di quelle che separano quest’ultima dalla versione base CS240; infatti il Cx241 e il Cs240 fanno affidamento ad una più semplice e collaudata LUT 1d+matrix e le poche differenze tra loro sono riassumibili con la presenza di un sensore di autocorrezione del profilo e lo stabilizzatore di luminosità, mentre il top di gamma Cg247 ha un vero arsenale di opzioni indirizzate agli stampatori professionali ed ai videomaker, dando anche la possibilità ai fotografi di poter emulare con precisione i profili colore anche con software non CMS.

Interessante poi la possibilità offerta dal programma Color Navigator 6 di Eizo di creare i profili icc di tablet, smartphone ed altro collegando uno spettrofotometro esterno. Le caratteristiche comuni alle tre versioni sono: trattamento del pannello opaco e profondità di colore a 10 bit, garanzia di 5 anni , calibrazione hardware,  tecnologia DUE e  finalmente la licenza d’uso dell’ottimo software ColorNavigator6 compresa nel prezzo. Parlando delle differenze invece, ho riassunto le principali in questa tabella:

Eizo cg247

 

Lut 3d

All’interno della famiglia ColorEdge di Eizo c’è una caratteristica che viene dedicata esclusivamente ai monitor CG: la lut 3d. Fondamentalmente è una tabella cubica di conversione che tratta i dati “diversamente” da quella più classica 1d+matrix comunemente utilizzata nel Cx241 e nel Cs240. Color Navigator 6 utilizza la lut3d  per emulare i dati di un profilo di periferica come ad esempio quello di una stampante , di un altro monitor o di un tablet  e offre quindi la possibilità di fare soft proofing  anche con applicazioni che non supportano il Color Management System,  è utile anche in campo video.

Lut 3d, eizo, monitor, Lut, calibrazione
A sinistra la classica lut 1D a destra quella 3d. (immagine di proprietà Eizo)

Per approfondire il funzionamento di questa tecnologia consiglio questa lettura: http://www.lightillusion.com/luts.html,e questa  http://www.eizo.it/supporto/tips-tools/tipps-tools/maximum-display-colors.html, io vorrei invece concentrarmi sulla prova pratica e ho per questo scaricato il profilo ICC di carta fotografica Canson direttamente dal loro sito  http://www.canson-infinity.com/it/icc_choice.asp . Ho scelto il profilo ICC di una carta baritata stampata tramite Epson stylus pro 9890 e caricato all’interno di Color Navigator 6.

Eizo cg247

Aprire color navigator 6 e cliccare su Advance-> Emulation-> ICC Profile

Eizo cg247

Scegliere un profilo tra quelli predefiniti (ce ne sono moltissimi) oppure caricarne uno come quello che ho scaricato.

Eizo cg247

Associare un target di riferimento, in questo caso ne ho usato uno personalizzato.

Eizo cg247

Eizo cg247

Dopo aver nominato del profilo emulato viene inserito sotto il target prescelto ed i “colori” del monitor cambiano immediatamente, emulando appunto il profilo caricato.

Eizo cg247

Finita la procedura ho aperto un’ immagine jpg con il classico visualizzatore di windows e in pratica questo nuovo profilo viene applicato ovunque, ricordarsi quindi di disabilitare l’emulazione di color navigator 6 durante l’utilizzo di un software CMS, perchè porterebbe ad una non corretta visualizzazione di toni.

Uniformità del pannello:

Generalmente i monitor tendono a non fornire le stesse performance lungo l’intera area con risultati a volte significativamente peggiori negli angoli estremi del display, specialmente quelli ips.  Eizo ha dotato i monitor della serie Coloredge di una tecnologia chiamata DUE (Digital Uniformity Equalizer) che promette di neutralizzare le fluttuazioni di luminosità e di tonalità lungo l’area del monitor, è possibile impostarla su due differenti priorità: uniformità o luminosità. Nell’ultima versione di questa tecnologia i circuiti compensano anche la fluttuazione causata dal cambio di temperatura ambientale. Ho usato la sonda i1display pro e relativo software per testare l’uniformità del pannello del cg247 e confrontarne i risultati con quelli forniti da Eizo nel foglio di certificazione.

Eizo cg247

I risultati ottenuti sono molto buoni e confermano l’ottimo lavoro svolto dagli ingegneri giapponesi, considerando tra l’altro che il monitor in test è nuovo, non rodato e passibile quindi di fluttuazioni.

(clicca sulle miniature per ingrandirle)

Colorimetro interno:

L’altra caratteristica che contraddistingue la serie CG è la presenza di un colorimetro a scomparsa inserito all’interno della cornice del monitor; è una peculiarità di Eizo e non è presente in nessun altro monitor in commercio. Oltre che per calibrare il display e validare il profilo , questo strumento integrato consente di creare una correlazione con altri colorimetri esterni.

Ho realizzato un breve video che mostra il colorimetro integrato nel Cg247 in funzione durante la calibrazione e validazione del profilo.

Eizo cg247

Calibrazione Hardware

Il software Color Navigator è al tempo stesso facile e molto completo e permette, tra le altre cose, di creare un profilo personalizzato o sceglierne uno di quelli precaricati. Nelle immagini seguenti ho creato un profilo impostando manualmente i parametri: gamut nativo, 6100k,110cd, gamma 2.2 . (clicca sulle miniature per ingrandirle)

  • Validazione

 

  • Risultaticg247

cg247 (5)

Gamut

Dopo aver calibrato il cg247 ho aperto il profilo con la demo di GamutVision ed il risultato è ottimo, il volume del profilo è maggiore di quello adobergb e lo ingloba per il 99%. L’immagine qui sotto può chiarire il concetto: il volume tratteggiato rappresenta il gamut del monitor eizo cg247 e quello interno colorato è  l’adobergb(1998).

eizo cg247 gamut
Il Gamut del profilo del cg247 è maggiore del Adobergb(1998)
confronto 2d adobergb
confronto con adobergb

Ad oggi  è il monitor con il più ampio gamut che abbia testato. Il fatto che il volume del gamut del monitor sia maggiore di quello adobergb e contemporaneamte  lo inglobi “solo” al 99% può sembrare un controsenso, ma in realtà vuol dire che c’è una piccolissima regione, in questo caso dei blu e magenta, che per l’1% esce dal gamut del cg247, che resta comunque maggiore. Il monitor ha quindi un volume di gamut del 123% rispetto a quello adobe, ma lo “matcha” al 99%.

Sotto il confronto con lo spazio colore srgb, il gamut del cg247 è nettamente più grande ( 177% in volume )

Eizo cg247 gamut
confronto con srgb
confronto con srgb
confronto con srgb

Doppio monitor e gestione dei profili

Color Navigator 6 non smette di stupirmi, quando vengono collegati due monitor Eizo ColorEdge  allo stesso computer il software permette di gestire i profili contemporaneamente e anche di calibrarne uno mentre si lavora sull’altro. Una volta collegati i monitor il programma li riconosce e permette di scegliere i profili singolarmente.

eizo cg247

Se vogliamo creare un nuovo profilo il programma mostra una finestra che andrà trascinata sullo schermo prescelto

eizo cg247

Qui sotto alcune immagini della configurazione a doppio monitor

cg247 cx271

 

(clicca sulle miniature per ingrandirle)

10 bit

Il cg247, come il cx271 consente di visualizzare 1,073 miliardi di colori ossia lavora a 10 bit per canale,  rispetto al classico 8bit (16,7 milioni). E’ un grande salto in avanti e nella pratica si traduce nell’assenza di scalettature (banding) in quelle immagini con forti gradienti, come  ad esempio le foto di paesaggio con elevato contrasto tra cielo e primo piano. Per testare i 10 bit potete scaricare il fle ramp:  Test dei 10 bit , Nec 10 bit  3d  e se notate delle bande grigie al posto di un gradiente uniforme i 10 bit non stanno funzionando correttamente.

10-bit

Ho scritto un articolo completo a riguardo ma, riassumendo, per sfruttare questa caratteristica avremo bisogno di:

  • Una scheda video professionale come l’nvidia quadro o alcune ati fire pro
  • Un cavo display port
  • Monitor 10 bit
  • Programmi in grado di sfruttare questa funzionalità come adobe photoshop (dalla versione cs5 in su).
nvidia 620 quadro ati fire pro v4900
Schede video necessarie per i 10 bit

Trattamento del pannello

Ho scattato questa fotografia macro per evidenziare il trattamento opaco del pannello che a differenza di uno lucido consente di limitare i riflessi.

cg247

Conclusioni

L’eizo CG247 ha un rapporto tra i lati di 16:10 che avvantaggia la visualizzazione di immagini in formato 3:2, per intenderci sono quelle prodotte dalle attuali macchine fotografiche 35mm ed ha una densità di pixel di 94ppi (con matrice classica cioè 3 subpixel  per ogni pixel) che oltre che per ragioni di ingombro, può essere l’ideale per chi non dispone di programmi in grado di riscalare adeguatamente l’interfaccia (scaling) e non gradisce vedere contenuti non vettoriali troppo piccoli. Quando le risoluzioni dei display si fanno importanti i compromessi possono, per alcuni, diventare troppi e se da un lato infatti ne guadagna lo spazio su cui poter elaborare le immagini dall’altro può non piacere il ridimensionamento subito da alcuni contenuti, perché se è vero che i testi possono essere ridimensionati senza perdita di qualità, non succede lo stesso con i contenuti non vettoriali come le immagini jpg (quando gli applicativi non supportano modalità hidpi). I monitor come questo cg247 con un ppi di circa 94 offrono a parer mio il miglior compromesso tra fruizione di contenuti non vettoriali, programmi non predisposti allo scaling e spazio per l’elaborazione fotografica. Visto il lento adattamento del parco software al mondo hidpi alcuni produttori stanno offrendo anche display da 32 pollici con 94ppi, ma in futuro tornerò su questo argomento durante la prova del nuovo Eizo EV 3237 4k.

Eizo cg247

Se non fossero sufficienti i ragionamenti fatti sopra, su suggerimento di un amico che ringrazio (Corrado), potrebbe interessare sapere se c’è una differenza di gamut nativo tra le due versioni cg247 e Cx271  (nulla mi vieta di credere che non vi siano differenze di gamut tra Cx271 e cg277). I risultati mi hanno sorpreso, il CG247  ha un volume di gamut maggiore di quello del Cx271. Il Cx271 è un ottimo monitor e l’ho recensito il mese scorso; è orientato verso l’elaborazione fotografica “pura” per via della risoluzione di 2540×1440 e dei conseguenti 102 ppi, abituarsi ai 16:9 è un più facile su una superficie di 27 pollici  e si fa un po’ meno fatica del solito ad accettare i compromessi con i contenuti non vettoriali, infatti nella recensione gli ho assegnato un ottimo punteggio.

gamut cg247 cx271

Il cg247 è un monitor versatile e completo che offre moltissime opzioni e tocca l’eccellenza praticamente in tutti i settori;  con la possibilità di emulare i profili e il gamut così esteso è un must have per stampatori professionisti e videomaker e per quei fotografi che, oltre ad apprezzare il formato 16:10 e la compattezza di un 24 pollici, vogliono usufruire del colorimetro interno e delle funzioni avanzate messe a disposizione da questo modello come la lut3d. L’omogenieità del pannello e la calibrazione di fabbrica sono eccellenti, l’autocalibrazione e la vasta gamma di opzioni messe a disposizione dal software color navigator non sono da meno, il monitor è molto performante ed ha messo alla frusta tutti i miei strumenti di misurazione, quindi per evidenziarne i limiti ce ne vorrebbero di ancora più specializzati. La qualità si vede nei particolari che generalmente non saltano subito all’occhio e la meticolosità con cui è confezionata e realizzata la palpebra lo conferma. La garanzia di 5 anni più 1 anno sui dead pixel (ISO 9241-307) non la offre nessun produttore e sottolineano, se ancora ce ne fosse bisogno che l’elettronica di bordo è robustissima.  Il prezzo richiesto per un monitor con queste caratteristiche, tenendo conto della concorrenza sono a mio avviso adeguati. Ho sempre sostenuto che usare un termine come “perfetto” in una recensione dovrebbe essere evitato ma pur impegnandomi a cercare un difetto non sono riuscito trovarlo e  l’Eizo cg247 si conferma un monitor eccezionale e… praticamente perfetto!

Gli assegno il premio Over the top technology e Gold award Plus 

Mi avete chiesto un consiglio per iniziare ad elaborare le foto con il piede giusto, io vi consiglio questo libro che reputo tra i migliori per chiarezza e numero di esempi proposti, provatelo!


wazer


wazer

Ringrazio Eizo Italia per il supporto tecnico e per la precisione nelle risposte, nello specifico Roberta e Antonio. Pur impegnandomi al massimo non posso escludere la presenza di imprecisioni di qualsiasi natura all’interno della recensione.

eizo cg247

 

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About wazer

Ciao! Mi chiamo Gabriele, sono un fotografo e blogger appassionato di tecnologia con mille idee in testa che cerco di trasformare in articoli e recensioni esattamente come le vorrei leggere sulle riviste specializzate.

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  • francesco

    ottima recensione. tecnica e scorrevole allo stesso tempo. è bene che si dedichi spazio alla presentazione di strumenti di cui troppo spesso si sottovaluta l’importanza anche in ambito amatoriale. piuttosto, un confronto con il più abordabile cs240? mi interesserebbe capire se per un uso non intensivo è sufficiente o bisogna salire di livello.

    • Ciao Francesco, prossimamente dovrebbe arrivarmi il cs240 e farò un confronto con questo modello.
      Torna a trovarmi !
      Ciao
      Gabriele

  • AntonioT

    Complimenti per la recensione, le foto sono molto belle le hai fatte tu? Il monitor sembra davvero l’arma definitiva ma per me è fuoribudget, pensi di recensire qualcosa di buono ma un pò meno costoso? Ciao!
    Antonio.

    • ciao si le foto le ho scattate io con uno sfondo bianco e un ombrello flash. Il cs240 potrebbe fare al caso tuo e lo sto testando in questi giorni.
      Prossimamente la pubblicherò, torna a trovarmi 🙂

  • Marco33

    Sono interessato all’acquisto di un monitor top come questo ma vorrei capire meglio la garanzia sui pixel morti, dura 5 anni o 1?
    Compliment per la recensione
    Marco

    • Ciao Marco, la garanzia sui pixel difettosi è di 1 anno.

  • Alessandro

    Ciao, grazie per la recensione. Ho appena preso un paio di questi ottimo monitor e una volta creato un profilo calibrato (con lo spyder3) ho questo problema in windows, cioè usando la modalità CAL se da un lato con Photoshop vedo delle immagini che reputo corrette, in ambiente windows (dallo sfondo, alle icone e in generale tutte le altre applicazioni al di fuori di Photoshop) ho dei colori accesissimi. Sai dirmi qualcosa in merito? Grazie!

    • Ciao Alessandro vediamo un po’:
      1) Perchè hai usato uno spyder3 e non il colorimetro del monitor con relativo programma colornavigator?
      2) Quale versione di windows hai?
      3) Il software color navigator,se correttamente installato, bypassa il sistema di windows sul controllo del colore.
      4) le immagini usate per lo sfondo sarebbe meglio convertirle in srgb.
      5) i programmi di visualizzazioni per le immagini di windows sono pessimi, prova fastrawviever e settagli per bene i parametri di colore.

      • Alessandro

        Ciao e grazie per la risposta.
        Leggendo la tua, mi accorgo che nel cercare un rimedio al mio problema ho fatto un po’ di confusione, il mio monitor è un CX241 quindi niente sensore integrato. Per questo h ousato lo Spyder 😉
        Per il resto, uso Win 7x64bit. Il problema, ovviamente, non è tanto l’immagine di sfondo, è che con Photoshop vedo un colore, usando 3DS Max, che non gestisce profili, vedo un altro colore, che è lo stesso che vedo in tutto l’ambiente windows. In questo modo non posso lavorare, preparo le scene in max con dei colori che non sono quelli che vedo poi in post 🙁 E la differenza non è appena percettibile, è netta. Ho già sentito anche il supporto di Eizo, che ha confermato il problema tramite assistenza remota, ma non ho ancora risolto.
        Ancora grazie per il tuo intervento, ti aggiorno se ho novità.

        • Io toglierei del tutto il software di gestione della sonda, disinstallando anche i driver, controllando che all’avvio non carichi il lutloader e reinstallerei poi colornavigator 6.7.1. Da li gestirei i profili.
          Poi c’è da dire, anche se non c’entra con il tuo problema che purtroppo spyder 3 non è il massimo per i monitor wide gamut come il tuo, ci vorrebbe almeno un x-rite i1 display pro.
          Ciao!

          • Alessandro

            Le opreazioni che mi suggerisci le ho già provate tutte.
            Ho risolto, temporaneamente, creando un profilo con colornavigator partendo da un gamut SRGB e uno da Adobe RGB anzichè partire dal wide. Ora mi sembra tutto bene. Mi resta il dubbio tecnico che questa sia la soluzione ottimale da adottare. Ci ragiono ancora un po’ su, benvenuti i commenti!

          • È molto strano, nel senso che photoshop è un programma cms e forzare il monitor tramite cn6 ad emulare uno spazio colore diverso dal nativo ha una utilità con i programmi non cms. Le immagini devono comunque contenere il profilo colore quando vengono aperte con programmi non cms come ad esempio il visualizzatore di immagini di windows. http://www.fastrawviewer.com questo programmino ti consente un controllo maggiore.. basta settare il color managment nelle opzioni.. dagli un’occhiata.

          • Massimiliano Ramuschi

            Ciao a tutti. Per rispondere alla prima questione Windows non gestisce il colore su desktop, finestre ed icone, quindi è normale avere sfondi e icone supersaturi se si usa un profilo ICC widegamut (per ovviare il problema personalmente creo un profilo a gamut nativo che uso per la post produzione e un profilo sRGB che uso per tutto il resto, tanto con CN in un click si cambiano i profili). Poi il corretto flusso di lavoro normalmente è lavorare col profilo originale dell’immagine o, nel caso, col più ampio e poi solo alla fine convertire nello spazio e profilo di destinazione facendo le opportune correzioni tramite softproof (in questo modo si mantiene la massima qualità possibile). In ultimo, se 3DMax non gestisce i profili quindi non ha il CMS, sarebbe stato opportuno prendere un monitor della serie CG in modo da avere la LUT3D ed emulare profili colore fuori da software con CMS.

          • Alessandro

            In realtà la tua perplessità trova conferma nel mi problema, le cose in Photoshop hanno sempre funzionato, il problema è che produco render usando Max, che non gestisce i profili colore, quindi senza emulazione di uno spazio mi trovo ad avere un abisso tra quello che elaboro in render e quello che poi tratto con Photoshop. Cioè non riesco a lavorare. Credo proprio che la soluzione sia di limitare lo spazio di lavoro, oltretutto mi chiedo quante periferiche di stampa siano poi in grado di elaborare i colori dello spazio nativo del monitor. Se finalizzo la produzione delle immagini alla stampa devo tener conto anche di questo.

          • Si capisco ma infatti seguendo la logica, se dopo aver elaborato il file in photoshop (con il monitor in cal2 profilato in native) lo converti in uno spazio colore , come ad esempio adobergb e poi selezioni il profilo di emulazione relativo tramite color navigator prima di avviare Max,dovresti essere ok. Stessa cosa usando una conversione a srgb. Se 3ds max non modifica i colori e mantiene il profilo nel file perchè dovrebbero sorgere problemi? Dovresti avere gli stessi risultati visti prima tramite softproof di photoshop.

          • Alessandro

            Eheh, ne sto discutendo ora con il mio socio 😉
            In realtà le nostre immagini, texture a parte, nascono in Max, cioè la nostra fotografia è virtuale, quindi viene generata da 3Ds Max.
            Non condivido però del tutto il flusso di lavoro che proponi. Cioè credo che la post produzione dell’immagine debba essere fatta all’interno dello spazio di lavoro di destinazione della stessa, altrimenti le regolazioni non coincidono con quello che sarà il risultato finale. Che ne pensi? Andiamo sulla filosofia? 😉

          • Ci sono diverse scuole di pensiero, io generalmente lavoro in prophoto e salvo un file finito a 16bit in questo spazio di colore, poi in base dell’utilizzo gli converto il profilo; se ad esempio lo pubblico online lo convertirò in jpg srgb. Secondo me non ha senso lavorare ad esempio in adobergb e salvare l’originale in questo spazio colore perchè andrebbero perse molte informazioni, se ad esempio in futuro arrivassero monitor superwidegamut in grado di andare molto oltre lo spazio adobe ti troversesti dei file elaborati “castrati”. Dovresti rifare l’elaborazione da capo partendo dal raw. Puoi sempre fare un softproof durante l’elaborazione cercando di capire cosa perderesti convertendo il profilo prophoto in uno più piccolo ma generalmente salvo le elaborazioni con il più vasto spazio colore disponibile. La stampa poi è tutto un altro mondo, di solito mi metto d’accordo con lo stampatore fine art perchè i profili delle carte colore non matchano del tutto quello del monitor per ragioni fisiche. Se lo stampatore è di quelli industriali al chilo, tanto vale spedirglielo in srgb per evitare sorprese. Visto che 3dsmax non è cms proverei a dargli un pasto un file convertito in srgb.

  • Alessandro

    Come al soltito dipende dallo scopo finale. Io elaboro la foto virtuale per consegnarla al mio cliente che di norma la manda in stampa. Sempre di norma, la mia postproduzione è minima, un’aggiustatina alle curve e qualche ritocchino minore. Poi passa tutto al fotolito che corregge i colori e spesso ammazza le immagini con maschere di contrasto smisurate, soprattutto se le immagini sono per cataloghi di arredo con finiture in legno, i mobilieri ci tengono a vedere la vena, a costo di snaturalizzarla completamente…
    Anche se considero solo l’interazione ch ho con il cliente durante le preview, sarebbe ingestibile fornirgli delle immagini che lui non riesce a visualizzare. Già è una lotta dato che il mio cliente medio non ha monitor non dico tarati ma almeno degni di visualizzare una foto…
    Ti ringrazio di questa discussione, in questi giorni dopo i nuovi acquisti stiamo cercando di lavorare al meglio, capire quale può essere il modo migliore per sfruttare le risorse che abbiamo, confrontarmi con altri professionisti è molto utile.

    • Il confronto è utile anche a me, purtroppo come sottolinei alla fine ci vuole pragmatismo perchè molti clienti hanno monitor pessimi che anche tarati rimangono tali. A quel punto tanto vale mandargli un jpg con spazio colore srgb per limitare i danni diciamo. Buon lavoro!